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AVAPO Ricerca Oncologica Biomarcatori

Premessa: La collaborazione di AVAPO Venezia con il Centro Regionale Biomarcatori 

AVAPO Venezia Onlus e il Centro Regionale Biomarcatori (CRIBT-AULSS 3 Serenissima) hanno storie parallele. Nacquero quasi contemporaneamente: AVAPO Venezia fu costituita nel 1988 e il CRIBT riconosciuto dalla Regione Veneto nel 1987; entrambi si svilupparono in seno alla Divisione di Radioterapia e Medicina Nucleare dell’Ospedale SS. Giovanni e Paolo di Venezia come risposta a esigenze emergenti dell’oncologia.

Infatti, in quegli anni la lotta contro i tumori stava assumendo una dimensione di crescente complessità; nuove terapie, nuovi approcci diagnostici e nuovi modelli organizzativi di gestione del paziente richiedevano un grande sforzo per favorire il trasferimento dell’innovazione alla pratica assistenziale di tutti giorni.

AVAPO Venezia per gli aspetti assistenziali e CRIBT per il trasferimento tecnologico abbracciarono questa missione e iniziarono un ininterrotto percorso nel quale furono frequenti le convergenze e le collaborazioni.

Grazie a questa sinergia, AVAPO Venezia, oltre che provvedere all’assistenza e all’aiuto dei pazienti, ha sviluppato una crescente sensibilità sul valore della ricerca finalizzata a trasferire alla pratica clinica conoscenze e innovazione. La liaison fra AVAPO Venezia e CRIBT è stata formalizzata nel 2011 con la deliberazione dal Consiglio Direttivo di AVAPO Venezia di delegare al dott. Gion, responsabile del CRIBT, la gestione di attività e risorse inerenti “ AVAPO Venezia Ricerca Oncologica Biomarcatori”.

AVAPO Venezia ha sostenuto e partecipato a diversi progetti del CRIBT finalizzati sia a offrire al paziente le risorse diagnostiche e terapeutiche più innovative, sia a contenere gli effetti negativi sui pazienti causati da un uso inappropriato delle tecnologie biomediche.

 

Progetto: Marcatori circolanti in oncologia: guida all’uso clinico appropriato (concluso)

AVAPO Venezia ha collaborato alla realizzazione del progetto, promosso dal CRIBT assieme all’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (AGENAS), all’ Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM) e alla Società Italiana di Biochimica Clinica (SIBioC). Al progetto hanno aderito 9 istituzioni e società scientifiche e hanno collaborato 72 ricercatori.

Il progetto aveva l’obiettivo di elaborare un Manuale-Guida per ottimizzare l’utilizzo clinico di marcatori tumorali, che sono uno strumento importante per la gestione dei percorsi di prevenzione, diagnosi e cura in oncologia.

Il progetto, durato 4 anni, ha passato in esame un’ imponente mole di documenti, selezionandone oltre 8.250 e scegliendone per la preparazione del Manuale 238 in base alla pertinenza e alla qualità. Il Manuale sintetizza e presenta in modo sinottico il contenuto relativo ai marcatori oncologici di tutte le linee guida pubblicate al mondo nei 5 anni precedenti. Il materiale è organizzato in due diversi livelli: i take-home message e le tabelle sinottiche delle evidenze. I take-home message sono una tabulazione sintetica delle informazioni, da utilizzare “sul campo” nel momento in cui il medico si trova di fronte al problema clinico. La semplicità dei messaggi li rende idonei ad essere anche comunicati e discussi con il paziente. Le tabelle sinottiche delle evidenze sono invece una tabulazione addizionale più completa e articolata destinata a chi debba preparare documenti di indirizzo o programmi di formazione. Il progetto ha così sviluppato un modello innovativo di revisione e presentazione delle evidenze che potrà essere applicato in molti altri settori dell’oncologia.

Il Manuale è stato pubblicato da AGENAS come numero monografico de “I Quaderni di Monitor” e distribuito ai destinatari istituzionali della rivista Monitor (Commissioni del Ministero, Assessori della Sanità, Direzioni Generali delle Regioni, Direzioni Strategiche di ULSS, Aziende Ospedaliere e IRCCS di tutta Italia). Il Manuale è stato utilizzato come documento di riferimento nazionale dal Ministero della Salute, da sei Regioni Italiane, dal Consorzio italiano dei primari oncologici ospedalieri (CIPOMO), da Slow Medicine e infine da SIBioC e dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) per preparare programmi formativi a diffusione nazionali, cui hanno partecipato oltre 25.000 medici italiani.

 

Progetto: Studio dei biomarcatori per ottimizzare la terapia dei tumori con farmaci inibitori dei check-point immunitari (in corso)

AVAPO Venezia collabora alla realizzazione del progetto che fa parte di un più ampio disegno progettuale risultato vincitore in un bando della Ricerca Finalizzata Nazionale e in una selezione per la ricerca finanziata con i fondi 5×1000 dell’Istituto Oncologico Veneto (IOV-IRCCS).

I “check-point immunitari” sono molecole che modulano la risposta immunitaria principalmente attraverso la regolazione dei linfociti T. I tumori esprimono antigeni che si legano ai check-point immunitari e disattivano la risposta antitumorale. Per togliere questo freno alla risposta immunitaria, sono stati recentemente sviluppati i farmaci inibitori dei check-point immunitari (ICIs, Immune-Checkpoints Inhibitors) che rappresentano un’importante opzione terapeutica nei pazienti con melanoma avanzato, tumore al polmone non a piccole cellule avanzato (NSCLC, Non-Small Cell-Lung Cancer ), tumore del rene e tumore della vescica. Questi farmaci agiscono riattivando la risposta immunitaria del paziente e rappresentano una vera rivoluzione in oncologia poiché una stessa classe di farmaci risulta efficace in tipi diversi di tumore. Tuttavia, come molti altri farmaci oncologici, hanno efficacia e tossicità diverse in pazienti diversi.

Il progetto ha l’obiettivo di identificare e validare nuovi marcatori, legati anche alla differenza di genere, predittivi di risposta e di tossicità al trattamento con ICIs nel melanoma avanzato, uno dei principali tumori che insorge in giovane età e la cui incidenza continua ad aumentare, e nel NSCLC avanzato che rappresenta la principale causa di morte per tumore in molti paesi occidentali, Italia inclusa.

Promotore dello studio è l’Istituto Oncologico Veneto (IOV –IRCCS). Sperimentatore principale è la Dr.ssa Vanna Chiarion Sileni e co-sperimentatore principale la Dr.ssa Giulia Pasello; coordinatori dello studio sono il Dr. Massimo Gion, la Dr.ssa Aline Fabricio e il Dr. Alessio Fabozzi. Le Unità partecipanti sono: AULSS 1 Belluno (Dr. Fable Zustovich, UOC Oncologia Medica); AULSS 2 Treviso (Dr. Adolfo Favaretto, UOC Oncologia Medica); AULSS 3 Serenissima – Ospedale Dell’Angelo (Dr.ssa Costanza De Rossi, UOC Oncologia Medica, dir. Dott. Paolo Morandi).

Il Progetto ha una durata complessiva di 3 anni e prevede l’arruolamento di 160 pazienti nei diversi centri coinvolti, 80 con melanoma avanzato e 80 con NSCLC.

Il sostegno da AVAPO Venezia, con un incarico biennale a una ricercatrice, ha contribuito allo sviluppo delle prime tappe del progetto. Con una analisi sistematica della letteratura è stato selezionato un pannello di 21 marcatori implicati nei meccanismi di immunoregolazione genere-specifici dei check-point immunitari e nella patogenesi e progressione tumorali. E’ stata studiata e decisa la tempistica ottimale per i prelievi da eseguire in ciascun paziente. Sono state elaborate poi tutte le procedure per la raccolta e le modalità di trattamento dei campioni biologici in relazione alle diverse tipologie di marcatori che saranno studiati (per ogni paziente saranno eseguiti 16 prelievi e i campioni di plasma o di siero saranno conservati in diverse frazioni, per un totale previsto di 47.000 aliquote). Infine, sono stati esaminati e risolti tutti gli aspetti etici e di riservatezza necessari alla approvazione dei progetti.

L’arruolamento di pazienti è cominciato e i campioni di sangue verranno inviati al CRIBT dove i marcatori selezionati verranno analizzati con tecnologie immunometriche e gli esiti esaminati e confrontati con i risultati delle terapie.

I risultati ottenuti dalla ricerca condotta in laboratorio integrati con i dati clinici verranno impiegati per facilitare la previsione delle risposte al trattamento, facendo da ponte con la pratica clinica.

 

Progetto: Valutazione dell’efficacia clinica dei biomarcatori oncologici nella diagnosi differenziale delle masse pelviche mediante l’applicazione di una metodologia di ricerca basata sulla pratica clinica (in corso)

Lo studio si propone di estendere e validare i risultati di un precedente progetto condotto nell’ambito del programma per la Ricerca, l’Innovazione e l’Health Technology Assessment – HTA (PRIHTA) della Regione Veneto (DGRV n. 102 del 31.01.2012), che ha sviluppato una metodologia innovativa di “Ricerca Basata sulla Pratica Clinica” (Practice Based Research) per studiare l’accuratezza diagnostica dei marcatori e per monitorizzarne utilità e appropriatezza di impiego nella diagnosi differenziale delle masse pelviche.

Obiettivo del progetto è studiare “nel mondo reale della pratica clinica” come viene affrontato il problema della diagnosi delle tumefazioni pelviche con lo scopo di ottimizzare l’approccio più efficace per la diagnosi precoce del tumore dell’ovaio. In particolare il progetto esamina la capacità diagnostica dei marcatori CA125 e HE4 e delle ecografie ginecologiche nella diagnosi differenziale tra carcinoma ovarico e tumefazioni benigne, con particolare interesse verso l’endometriosi.

Al progetto hanno partecipato 12 Unità Operative di Ginecologia e Ostetricia di 12 ospedali di 4 regioni (Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Lombardia): Osp. dell’Angelo e Osp. di Mirano, AULSS3 Serenissima; Clinica Ginecologica e Ostetrica, Azienda Ospedaliera di Padova; Osp. Santa Maria di Ca’ Foncello e Osp. di Conegliano Veneto, AULSS 2 Marca Trevigiana; Osp. San Bortolo, Vicenza, AULSS8 Berica; Osp. Sacro Cuore Don Calabria, Negrar (VR); Osp. G. Fracastoro, San Bonifacio, Azienda ULSS9 Scaligera; Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine; ASST degli Spedali Civili di Brescia, Presidio Ospedaliero di Brescia; Unità di Oncologia Ginecologia e Unità di Ginecologia e Fisiopatologia della Riproduzione Umana, Azienda Ospedaliera – Università Bologna.

AVAPO Venezia ha contribuito alla realizzazione del progetto con un incarico biennale a una ricercatrice.

Tappe preliminari essenziali del progetto sono state  l’iter di formalizzazione degli aspetti etici e di riservatezza, che ha portato alla approvazione dello studio da parte dei Comitati Etici per la Sperimentazione Clinica delle 12 UO partecipanti; lo sviluppo della struttura del database per la raccolta dei dati clinici, laboratoristici e strumentali delle pazienti; la informatizzazione del database su una piattaforma idonea alla compilazione da remoto e la formazione dei referenti delle UO cliniche all’utilizzo del database. Per ogni paziente reclutato vengono raccolte 200 diverse informazioni, cliniche, biochimiche e strumentali, per una base informativa potenzialmente capace di oltre 250.000 dati. Ad oggi sono state reclutate 524 pazienti corrispondenti all’81% della casistica prevista, con un impegno sistematico di monitoraggio in tutti i centri partecipati concretizzato in oltre 45 site visits.

Con questo progetto AVAPO Venezia sta collaborando con il CRIBT (AULSS 3 Serenissima) per lo sviluppo e il collaudo di una modalità innovativa per condurre studi clinici basandosi sulla pratica clinica (Practice Based Research). Tale modalità, ancora non esplorata nel campo dei marcatori tumorali, è finalizzata a rispondere in tempi rapidi alla necessità emergente di valutare un numero sempre crescente di marcatori sia diagnostici che predittivi di risposta a farmaci a bersaglio molecolare.